Attentato agli amministratori locali

1. L'ATTENTATO

La notte tra il 6-7 maggio 2014 furono incendiate delle auto: i proprietari erano Edoardo Vivacqua, sindaco di Marano Marchesato, Giuseppe Belmonte e Domenico Carbone, rispettivamente vicesindaco e assessore del comune.

Alle vittime venne recapitata una busta con fiori e proiettili: la richiesta era di assumere 5 persone legate, per parentela o vicinanza, alla cosca Rango- zingari, ndrina egemone nella provincia di Cosenza.

La lettera recitava così: " i voti sono stata dati, se entro fine mese non escono 5 posti di lavoro al comune o al metropolis, ogni singolo voto diventerà un colpo sulla vostra pelle. Per il sindaco, Pino Belmonte e Domenico Carbone."

Il sospetto degli inquirenti era l'inquinamento delle elezioni del 2013, al comune di Marano Marchesato, a causa di un voto di scambio. Gli amministratori avrebbero promesso posti di lavoro e procedure amministrative di favore in cambio di voti.

Un anno dopo dall'episodio furono condannati Domenico Mignolo, il mandante dell'attentato, Alberto Ruffolo e Alberto Novello, tutti ritenuti membri della cosca Rango-Zingari. Non vennero confermate le ipotesi di reato per gli amministratori locali.

2.PERCHE'

L'evento è frutto della convinzione, ndranghetista, della subalternità dello stato rispetto all'onorata società (il nome con cui definiscono l'organizzazione).

Una forma mentis che si declina nell'utilizzo delle istituzioni per i propri scopi, esautorandole dall'interno con l'inserimento di personalità mafiose o con la corruzzione.

Un'invasione di campo estremamente grave, che mina il rapporto tra istituzioni e cittadini: gli organi dello stato,  assecondando questo genere di richieste, snaturerebbero la loro funzione, quella di tutelare l'interesse collettivo. Rapporti di questo genere rischierebbero, quindi, di peggiorare la qualità di vita dei cittadini, con vincitori di concorso inadeguati, appalti truccati, taglio alle spese sociali e tante altre conseguenze.

Quindi è fondamentale l'opera di contrasto alla collusione politico-istituzionale-mafiosa di cui non sono esenti neanche i cittadini, che dovrebbero scegliere i candidati senza compromessi, tenendo a mente solo una cosa: il rispetto della legge e il benessere collettivo.

APPROFONDIMENTO: Omicidio Antonio Taranto |

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