Ndrangheta, il significato battesimo e la cultura mafiosa

1.Premessa

L'ingresso nella ndrangheta avviene con un rito, il battesimo, ricco di richiami religiosi e gesti simbolici.

2.Alcuni messaggi nel rito del battesimo

-Fedeltà o morte: l'aspirante ndranghetista entrerà in un cerchio formato dai mafiosi presenti al rito. Circondandolo trasmetteranno un senso di protezione al novizio, circondandolo a difesa dei pericoli esterni. Tuttavia, se tradisse, quei protettori diventerebbero i suoi carnefici, non lasciandogli via di fuga.

-Cambio di vita: Il rito prevede il taglio di un dito del candidato, così da far sgorgare tre gocce di sangue ritenute impure dagli ndranghetisti, poichè provenienti da un uomo ancora non mafioso. Tuttavia, durante il rito, il sangue verrà purificato, facendolo cadere su un santino di San Michele che sarà, successivamente, bruciato (il fuoco simboleggia la purificazione). 

Sottomissione: l'affiliato dovrà stringere la mano e baciare, sulla fronte, i presenti. Gesti simbolici che testimonieranno la completa adesione allo stile di vita mafioso.

3. Il nesso tra religione e ndrangheta

E' facile notare i richiami alla religione fatti dalla ndrangheta. Sono utili, ai mafiosi, per legittimarsi dinanzi alle masse, giustificando le loro azioni secondo una volontà divina.

Perciò usano termini religiosi, quali battesimo, oppure figure religiose importanti, come San Michele: si approprieranno del fascino, della misticità e del timore che inducono, questi elementi religiosi, nelle persone. Una scelta precisa che consente, alla ndrangheta, di sottomettere la società civile sul lato psicologico prima ancora che economico, politico e sociale.

Un esempio su tutti: a Cosenza, tempo fa, venne installata una statua di San Francesco. Ben presto divenne nota per le miracolose lacrime che scorrevano sul viso del santo. Chi la volle? Maurizio De Rango, boss cosentino oggi ergastolano, sottoposto al carcere duro (cosiddetto 41 bis). La statua era rivolta verso l'abitazione del boss, quasi a voler rendere omaggio al mafioso e a canalizzare, su di sé, la devozione suscitata da quel "miracolo...".

4.La riprogrammazione mentale degli affiliati

L'aspetto più pervasivo di questo rito, e del far parte di una cosca ndranghetista, è l'indottrinamento degli affiliati: la loro vita, la personalità e persino i modi di fare saranno indotti dalla retorica mafiosa.

Così facendo, chi entra nell'organizzazione, verrà trasformato secondo gli interessi della ndrina: diverranno uomini fedeli alla ndrina sino alla morte, incapaci di mettere in discussione la cultura di cui sono portatori. Uomini che avranno come regole di vita quelle ndranghetiste, e che concretizzeanno in ogni momento della loro vita.

Non esisterà altro modo di essere per loro, se non quello mafioso. Nessuna scelta faranno se questa sia contraria alla ndrina d'appartenenza. La loro vita che avrà un senso solo se associata alla ndrangheta. 

Una retorica che punta ad ottenere la cieca obbedienza degli affiliati con la cancellazione della loro parte civile, fedele alla legge, allo stato, alla società e al rispetto del prossimo. Ed è proprio a tal proposito che sono ammessi i quattordicenni nella ndrangheta: senz'altro immaturi e inaffidabili, ma più indifesi al condizionamento psicologico.

La desertificazione della vita mafiosa non risparmia neanche i loro familiari, che dovranno essere uccisi se in contrasto con l'organizzazione. A tal scopo è utile ricordare l'omicidio di Francesca Bellocco da parte del figlio, Francesco Barone, per un adulterio (una macchia per il clan) commesso dalla donna.

5.Il condizionamento mentale della società civile

La ndrangheta necessita della società civile, perciò anche ad essa si rivolge la propaganda: la cultura mafiosa diffusa attraverso atteggiamenti, riti, leggende e storie di vita quotidiana, tenta di giustificare l'esistenza della ndrangheta, di affermarne la superiorità e la giustezza delle sue azioni , persuadendo la società sull'inscalfibilità dell'associazione.

Il fascino e la misticità creati dalla retorica mafiosa saranno utili alla sottomissione della società, così da ottenere atteggiamenti utili alla sopravvivenza delle ndrine. Saranno utili, inoltre, per ottenere nuovi affiliati alla ricerca non di ricchezza, bensì di una parte del fascino che la ndrangheta promana.

6.Sconfiggere la ndrangheta con la cultura

Una forza mafiosa importante ma non invincibile: attraverso il risveglio delle coscienze sarà possibile distruggere la mafia. Come un albero con le radici recise, così la ndrangheta che morirà senza rendersene conto, senza riempire cimiteri o carceri.
Mirko Aurora, fondatore di NoSilenzio. 

APPROFONDIMENTI: La leggenda delle origini | Il rito del battesimo |

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