L'organizzazione della 'ndrangheta-Parte 1

1.Introduzione

L'ascesa 'ndranghetista è figlia di diversi fattori capaci di garantirle stabilità, longevità, presenza nelle istituzioni e parità rispetto alle altre mafie. Tra gli aspetti decisivi c'è quello organizzativo:  la 'ndrangheta ha una gerarchia che rende gli affiliati diversi tra loro. Ogni livello è dato con un rito e comporta diritti e doveri.

2.Doti, società minore e società maggiore

Nella 'ndrangheta i livelli sono le doti, è vietato chiamarle gradi poiché richiamerebbe il linguaggio in uso nelle forze di polizia. Le doti esistono dagli albori dell'organizzazione anche se hanno subìto un constante rinnovamento, quello più importante avvenne sul finire del 1900: la 'ndrangheta iniziò ad approcciarsi all'elite, dalla massoneria sino alla politico, per attuare i suoi programmi criminosi. 

Tuttavia esisteva il divieto, arcaico, di rapportarsi ad altre organizzazioni, così vennero inserite nuove doti apicali: queste contraddistinguevano i mafiosi dotati di maggior potere e capacità criminose, inseriti nei massimi livelli dell'associazione. Una delle loro peculiartà era di poter dialogare di fatti dell'organizzazione a terzi e senza violare le regole.

Nacque così la società maggiore, quella che decideva, mentre i livelli inferiori eseguivano gli ordini e furono raggruppati nella società minore.  Fu il segno del salto di qualità della ndrangheta, sempre più indirizzata verso i grandi flussi di denaro e le "amicizie" importanti.

3.Società minore

La società minore esegue le decisioni dei boss ed è sottoposta ad un controllo stringente: i suoi membri non potranno agire senza il consenso del comando. E' un modo per mantenere l'equilibrio nella cosca ed evitare che i nuovi membri, con poca esperienza, possano causare danni. Ulteriore cautela è l'impossibilità di riunirsi con la società maggiore, conoscerne i membri e la dote rivestita.

Tuttavia è errato ritenerla irrilevante: la minore garantisce l'operatività della ndrina ed è la fucina per gli affiliati con aspirazione di comando. Nessuno, infatti, può arrivare alla società maggiore senza passare dalla minore. La carriera del mafioso si sviluppa con progressività ma esistono delle eccezioni: in casi rari è possibile conferire più doti, con riti distinti, ma sarà comunque rispettato il divieto di fare "salti" nella gerarchia.

Prima dell'ingresso nella società minore esiste un periodo di prova nel quale verrà saggiata la capacità criminale del candidato: egli dovrà consumare reati minori e assumerà la qualifica di contrasto onorato: non è una dote e non dà nessun diritto. Superata la "prova" avverrà il rito di affiliazione, il battesimo, con il conferimento della prima dote: picciotto o picciotto d'onore.

La seconda dote sarà la camorra ed infine, ultima dote della minore, lo sgarro. Per il conferimento di quest'ultima è necessario far scorrere sague con una sparatoria o un accoltellamento.

4.Società maggiore

Ne fa parte chi si è distinto per le capacità, unico criterio per fare carriera:  rappresenta l'elite ndranghetista, decide strategie e cura i contatti con gli appartenenti ad altre organizzazioni. Fra i suoi privilegi c'è la possibilità di tradire gli affiliati alla minore, per proteggere la maggiore, senza rischiare punizioni. Le doti della maggiore sono: santa, vangelo, quartino, trequartino e quintino (o padrino).

5.Esistono altre doti?

Negli ultimi anni sono state inserite nuove doti apicali anche per confondere gli investigatori: crociata, stella, Bartolo, mamma (o mammasantissima), cavalieri di Cristo, infinito, luce e conte Ugolino (o Agadino). Sono doti ancora sconosciute a è certo che non siano le uniche. Oltretutto esistono doti speciali per i collaboratori appartenenti ad altre organizzazioni (massoneria, stato, mafie,etc.). Della dote "conte Ugolino" si sa che consente, al suo possessore, di uccidere e tradire senza dover uscire dalla 'ndrangheta o temere ritorsioni.

6.Le doti sono importanti?

Sono  importanti poichè consentono, ai possessori, di svolgere delle attività nella consorteria. Non sono dei titoli innoqui, come vollero far passare alcuni difensori, ma un modo efficace di organizzare il potere mafioso.  Naturalmente, più la dote è elevata e più le attività saranno imprescindibili per la ndrangheta. Mentre un affiliato alla minore, ad esempio, sì occuperà di riscuotere il pizzo, uno della maggiore sì occuperà di trattare con i trafficanti di droga messicani. 

Approfondimenti: Rito del battesimo

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