La musica della mafia

1.Introduzione

Nei primi del 2000 uscì la "musica della mafia", raccolta di canzoni della ndrangheta. Fu pubblicata all'estero, ricevendo l'attenzione di tv e giornali. Furono organizzati concerti e tour, solo in Germania vennero vendute 150.000 copie.

Le melodie esistevano da tempo ma non superarono i confini Calabresi. Diversa sorte toccò all'album, arrivando persino in America. Dall'analisi dell'evento sorgono diverse domande: Sono delle musiche irrilevanti? Quale messaggio è veicolato dai brani? Perché fu un successo clamoroso all'estero?

2.Sono delle musiche irrilevanti?

All'uscita dell'album ci fu qualcuno che svalutò l'evento, ritenendolo frutto dell'ignoranza, di tradizioni arcaiche in una regione, la Calabria, segnata dall'arretratezza. In sintesi, le musiche erano l'espressione dell'inciviltà calabrese, irrilevanti rispetto al fenomeno mafioso.

Una valutazione superficiale che sottovalutò la mobilità della 'ndrangheta, capace di affermarsi in più modi: dall'infiltrazione nelle istituzioni sino alle musiche, ogni occasione è utile per perseguire gli scopi criminosi.

Nei brani dell'album non ci sono storielle ma vicende mafiose. I modi di fare non sono astorici, frutto di un passato tramontato, ma modi d'agire che ritroviamo in tutti i crimini dell'onorata società. La raccolta, pertanto, è un manuale della ndrangheta: è prescritta la vendetta per i torti subiti, è imposta l'omertà ai propri ranghi, costretti a rispettare delle regole che vietano di collaborare con lo stato,etc.

3.Quale messaggio è veicolato dai brani?

L'associazione è precedente all'unità d'Italia e riuscì, col tempo, a inserirsi nei punti chiave della società. La via maestra fu il popolo, persuaso sulla necessità della mafia: diffusero l'idea di una società corrotta e nella quale i sotterfugi erano l'unica soluzione alle necessità. La malavita sì presentò come l'unica risposta credibile e così, dalla ricerca di un impiego sino a farsi giustizia, divenne fondamentale per le masse.

In tal propaganda è da includere la "musica della mafia", le cui canzoni legittimano l'onorata società. L'associazione è descritta con caratteri positivi: galante, forte, onorevole, sacra, spietata e rispettata. A ciò è integrata una storia inventata, quella di tre cavalieri spagnoli, indicati dagli ndranghetisti come i loro antenati: l'ultimo pezzo di un puzzle che sugella ai mafiosi un potere per diritto di nascita.

La società è ripudiata dalla 'ndrangheta,  ritenuta disonorata, indegna, incapace e impotente. Non è risparmiato neanche lo stato, presentato agli ascoltatori come inquo, sbagliato e nemico di chi è nel giusto, i malavitosi. Conseguentemente non esiste persona e organizzazione degna aldifuori della mafia, proponendo il rito di affiliazione ad essa come un pasaggio evolutivo fondamentale, capace di elevare l'uomo comune ad uomo d'onore.

4.Perchè fu un successo clamoroso all'estero?

L'estero trattò la compilation al pari delle musiche più celebri,  in Germania rimase tra le più vendute per settimane nonostante fossero incomprensibili, essendo cantate in dialetto. Inoltre, il genere folk era margiale nel mondo, relegato al solo meridione d'Italia. Quindi non fu il valore della musica a decretarne il successo: la chiave di volta fu il desiderio di scoprire la ndrangheta, ritenuta mistica, segreta, superiore alla gente comune e idolatrata.

Comunque un fatto non da poco, che denota la scarsa cultura antimafiosa all'estero, nonchè una miopia su un fenomeno che non è più relegato alla sola Calabria. Inoltre dimostra la capacità della 'ndrangheta di creare consenso, di legittimarsi agli occhi di una parte della società, di infiammare l'immaginazione dei giovani verso un mondo segreto, fatto di parole gergali, miti fondativi, misteri e uomini superiori.

Pertanto, la ndrangheta è un vero e proprio stato nello stato, con proprie leggi e riti, capace di sopravvivere attraverso la trasformazione delle masse, della loro mentalità, prim'ancora dei crimini.  Quindi, il suo contrasto, non può essere affare della sola repressione ma deve coinvolgere tutti, così da poterla definitivamente estirpare.....Disse un generale francese sulla guerra del Vietnam: "sapevamo di perdere, non si può vincere contro un intero popolo".

APPROFONDIMENTI: | Il mito delle orgini della 'ndrangheta | Il rito di affiliazione alla 'ndrangheta

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