Nndrangheta: l'alleanza tra narcos messicani e mafia calabrese

1.L'arresto eccellente della polizia italiana

10 Aprile 2017: fu arrestato Ruvalcaba Tomas Jesus Yarrington, messicano latitante dal 2012 e ricercato dalle autorità del suo paese e da quelle statunitensi. Si nascose in Italia, per 5 anni. Per sfuggire alla cattura assunse una nuova identità, con documenti falsi al nome di Morales Perez, un imprenditore messicano. Fece anche una plastica facciale per confondere gli investigatori. Negli ultimi mesi di fuga dimorò a Paola, un piccolo comune nel cosentino.

2.L'uomo dei narcos

Yarrington era un politico messicano importante, membro del partito rivoluzionario istituzionale in rapida ascesa: fino al 1995 fu sindaco nella cittadina di Matamoros, località crocevia del traffico di droga verso gli Stati Uniti. Dal 1995 al 2005 fu governatore dello stato di Tamaulipas, una regione messicana.

Tuttavia, la sua carriera, si fermò nel 2012: un'ex narcos, Antonia Pena Arguelles, fece delle rivelazioni scottanti sul suo conto. Yarrington era a libro paga del cartello del golfo e dei los zetas. Sfruttando le sue cariche istituzionali favorì il traffico di droga verso gli USA. Un'attività che gli fruttò milioni, riciclati in beni immobile negli Usa e in Messico.

Ancor più grave fu la rivelazione, fatta dal collaboratore di giustizia, secondo la quale Yarrington fu il mandante dell'omicidio di un politico, Rodolfo Torre Cantù, candidato a governatore dello stato di Tamaulipas nonché suo rivale politico.

Sapute le rivelazioni sul suo conto, Ruvalcaba Tomas Jesus Yarrington si dileguò. A braccarlo erano le autorità messicane e statunitensi, con capi di imputazioni gravissimi: due ergastoli per associazione a delinquere, traffico internazionale di stupefacenti, riciclaggio, frode bancaria, evasione fiscale e false attestazioni in atti destinati alla pubblica autorità.

Egli dapprima giunse in Sudamerica, dopodiché andò in Francia ed infine raggiunse l'Italia, dimorando nel comune cosentino di Paola.  Una personalità di rilievo nel traffico di droga, a tal punto da essere inserito nella lista dei 10 uomini più corrotti del Messico. Venne anche fissata una taglia, per la sua cattura, da 15 milioni di pesos. 

3. Perché andò Italia?

Yarrigton, l'uomo dei narcos, scelse l'Italia (e la Calabria) poiché aveva una rete di contatti utili alla sua latitanza. Persone non comuni, inserite nei massimi livelli della ndrangheta, talmente potenti da favorire la latitanza di uno straniero per ben 5 anni, con le autorità alle sue calcagna.

D'altronde non può essere una sorpresa per gli investigatori: l'alleanza narcos/ndrangheta è nota e comprovata, capace di far circolare tonnellate di droga in Europa. Una cooperazione cementificata a tal punto da riguardare la latitanza, degli propri uomini, in giro per il mondo. Pertanto, l'arresto del politico messicano non è un exploit, è l'ennesima prova della globalizzazione del crimine organizzato.

La presenza dell'uomo dei narcos in un territorio gestito dalla ndrangheta, inoltre, evidenzia quanto potere e rispetto abbia conquistato all'estero l'organizzazione calabrese. A confermarlo anche El Chapo, il più potente narcotrafficante della storia: " i calabresi sono affidabili, sono come noi."

Di conseguenza, vista la vastità del fenomeno criminale calabrese, è necessaria un'azione di contrasto globale, promossa a livello nazionale  e internazionale. In caso contrario sarà tutto vano: la ndrangheta potrà retrocedere, perdere colpi, ma non si estinguerà mai. Ad un potere se ne sostituirà un altro, mantenendo soggiogata e sofferente la società civile.

Puoi ritornare alle storie cliccando qui o scoprire le attività di NoSilenzio cliccando qui.


| INSTAGRAM | TELEGRAM | TWITTER | FACEBOOK |