Ndrangheta: la riunione segreta dei capiafia parte 2

1.Premessa

Ogni 2 settembre i capimafia della ndrangheta si riuniscono per definire le strategie dell'organizzazione. Il luogo d'incontro è il santuario di Polsi: una leggenda ndranghetista narra che proprio lì sarebbero conservate le 12 tavole della ndrangheta.

Un luogo sacro per l'organizzazione, quindi, la cui usanza di ritrovarsi a settembre, in occasione della festa della Madonna, è stata accertata da sentenze, intercettazioni e testimonianze.

Tuttavia è ancora diffuso lo scetticismo che impedisce, all'opinione pubblica, di capire la mentalità di questi falsi uomini d'onore. Pertanto, con la speranza di favorire una presa di coscienza maggiore, risponderò ad alcune critiche.

2. Le risposte agli scettici

2.1 "Esistono tanti posti in Aspromonte che nemmeno immaginate. Proprio a Polsi dovrebbero farle?" In Calabria esistono molti posti inaccessibili, tuttavia mancano di un particolare: la sacralità.  Quella che ha il santuario di Polsi, dove sarebbero stipate le 12 tavole della ndrangheta, leggi fondanti dell'identità della mafia calabrese.

Riunirsi lì, quindi, è un omaggio alla propria tradizione. E' un modo per rammentare, ai boss calabresi in giro per il mondo, che esiste una sola ndrangheta, quella che nacque nelle viscere dell'Aspromonte. Inoltre, i festeggiamenti della Madonna contestuali alla riunione, favoriscono la simbiosi tra la  sacralità cristiana e quella criminale.

Il tentativo, propagandistico, è chiaro:  cercano di presentarsi come sostenitori di  Dio e della religione, con la conseguenza che le loro azioni sono giustificate e il loro potere legittimo. A riprova di ciò basti ricordare i continui inchini, della statua della Madonna, difronte le abitazioni dei boss. Oppure le continue infiltrazioni, degli affiliati,  nel corteo che conduce la statua verso il santuario.

2.2 " Stanno demonizzando una località religiosa"

Che alcuni cerchino di sfruttare, illegittimamente, la sacralità di Polsi è stato già ampiamente spiegato al punto 2.1 di questo articolo. Comunquesia è fondamentale citare l'omelia del Vescovo di Locri-Gerace, del 2 settembre di quest'anno: "Perdona, Signore, quanti hanno profanato questo santuario, rinsaldando vincoli di complicità criminali. Perdona quanti non sono venuti qui a pregare. Perdona quanti hanno strumentalizzato questo luogo sacro, quanti si sono serviti dell'immagine di Maria senza amarla veramente."

Lo stesso vescovo precisa, indirettamente, chi ha demonizzato quel luogo: gli ndranghetisti che, servendosi della Madonna, tentano di affermare la loro falsa superiorità. Una propaganda fantasiosa, contraria al messaggio cristiano, utile all'autoesaltazione e alla sottomissione, psicologica, della popolazione.

Non è chi racconta a demonizzare bensì chi sfrutta quel luogo, trasformandolo in un posto di sofferenza e morte.

2.3 "Se a Polsi si tengono questi incontri, perché nessuno interviene? Magari non è vero?

Sulla veridicità di questi incontri basta consultare le intercettazioni disponibili su internet, oppure ascoltare le parole del procuratore Gratteri. Ma è interessante spiegare perché gli investigatori non arrestano, i boss, sapendo anticipatamente dell'evento.

La mancanza di arresti non equivale all'inazione degli inquirenti. Anzi, ciò consente di acquisire elementi probatori che sarebbero indisponibili in caso di arresto. Gli ndranghetisti, soprattutto di alto livello, sono tenuti all'omertà, a non raccontare informazioni interne all'organizzazione. Una scelta precisa che, salvo eccezioni, consente l'acquisizione di elementi utili al contrasto della mafia calabrese.

3. Conclusioni finali

Così come lo stato, la chiesa e altre forme associative, la ndrangheta ha un'identità:  un lessico specifico, regole, rituali, usanze e leggende. Utile prenderne coscienza poiché, ancor prima che militare, la battaglia è sull'immagine che la ndrangheta da di se.

Solo smontandola, evidenziando le menzogne sulla quale si regge, sarà possibile liberare le nostre terre dalla morsa mafiosa. Dimostrando il valore del sacrificio contro la logica del compromesso e del successo facile. Dimostrando il valore della pace e del rispetto altrui contro quello della sopraffazione e della guerra perpetua. Dimostrando la fiducia nella giustizia dei tribunali, contro quella delle pallottole. 

Mirko Aurora, fondatore di NoSilenzio.

Approfondimenti: Ndrangheta, la riunione segreta dei capimafia parte 1

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